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7 ottobre 2011
Crosby, Stills, Nash & Jobs




Steve era del 55 ed è morto l'altra notte ucciso dal cancro al pancreas, tra l'altro pochissimi giorni dopo il medico appena insignito del Premio Nobel proprio per le ricerche, compiute su sè stesso, su quella letale forma di neoplasia.
Moltissima gente, nel mondo, e nei più svariati modi ha voluto dedicare un pensiero  al guru della Apple. Questo post è la mia candelina "ideale" accesa per Steve.
Nom ho voluto documentarmi, ho voluto scrivere le mie sensazioni personali, anche a costo di qualche inesattezza.
Mi ha molto incuriosito il tentativo di descriverlo come una sorta di hippy trasformatosi nel tempo in un capitalista incallito, complice dell sfruttamento del lavoro minorile in Cina. Probabilmente quest'ultimo fatto è incontestabile, ma a me in questo momento interessano di più le origini, certamente perchè appartengo a quella generazione nata a metà dei '50.

Steve era troppo giovane per aver partecipato alle marce per i diritti dei Neri o contro la guerra in Vietnam; molto probabilmente non era neanche sul prato di Woodstock nel '69.
Non era dunque, per motivi anagrafici, un sessantottino. Certo ha respirato l'aria buona che è continuata a soffiare ancora per qualche anno dopo il 1968, ha portato i capelli lunghi, ha fumato erba e , mi piace pensare, avrà ascoltato il rock acido dei Grateful Dead e dei Jefferson Airplane o la country music di CSN&Young.

Steve Jobs prima di diventare (con B.Gates) il simbolo della New Economy è stato certamente anche questo e per noi, suoi coetanei, il mito brilla anche di più perchè venato della nostalgia di quegli anni.

Per chi volesse contattarmi:  pabagatin@gmail.com



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permalink | inviato da pbagatin il 7/10/2011 alle 10:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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